IL PRESIDENTE SCALA
INDIGNATO DAL SILENZIO DEL COMUNE

<br>IL PRESIDENTE SCALA <br>INDIGNATO DAL SILENZIO DEL COMUNE

Presidente comitato di quartiere di Sinigo:  Roberto Scala
Presidente del comitato Roberto Scala

«L’assessore ai lavori pubblici è troppo impegnato nelle beghe interne al suo partito, da tre mesi aspettiamo risposte. Il sindaco Januth aveva ragione: Sinigo non è un quartiere di serie B. Effettivamente siamo in serie C». Roberto Scala, presidente del comitato di quartiere della frazione ha un diavolo per capello.

«La diversità di trattamento che questo Comune riserva ai suoi cittadini. Per Villa Marchetti ci sono voluti pochi mesi per una concessione edilizia? Per noi in tre mesi neppure una risposta o un contatto. Per non parlare del marciapiede di via Tellini: un anno e mezzo di burocrazia. I tempi di reazione degli uffici comunali si adattano a seconda di chi li solleva».
«A fine ottobre abbiamo inviato una lettera agli assessori Frotscher e Genovese, con una lista di richieste riguardanti la viabilità e le infrastrutture a Sinigo. A distanza di tre mesi non è ancora pervenuta alcuna risposta dall’assessore competente».

«Forse è troppo impegnato nelle lotte intestine per la spartizione del potere all’interno della Svp, o nei problemi di trasparenza. Eravamo disponibili anche a un incontro, ma non è arrivata neppure una risposta interlocutoria. Frotscher non è il solo a ignorarci».

«Abbiamo chiesto informazioni anche all’assessore provinciale Thomas Widmann sulla fantomatica stazione merci e sullo scalo passeggeri di Sinigo. Anche da lui abbiamo ricevuto solo il silenzio. L’unico a impegnarsi è l’assessore Genovese, purtroppo il suo impegno non basta. Questa è la considerazione che la politica ha dei comitati di quartiere».

«Temi non secondari, le assicuro. Come la la pericolosità dell’attraversamento pedonale davanti all’Mpreis, soprattutto per i bambini al mattino o al rientro da scuola. I veicoli non sempre rispettano semaforo e strisce pedonali. Ma la lettera contiene un elenco lungo di problemi, alcuni minori».

«In alcuni  si tratta di gravi carenze, evidenti da anni. Per esempio la costruzione del marciapiede lungo l’ex statale 38 a sud dell’accesso alla Mebo. Solo ora, dopo il tragico incidente, il Comune si è limitato a promettere di costruire un breve tratto di marciapiede e rifare la fermata del bus, oggi persino priva delle strisce stradali. Un contentino, insomma. Invece la sistemazione della strada poteva essere una compensazione per gli abitanti di Sinigo Sud, per la costruzione del  depuratore e della REMTEC».

«Il Comune ha incaricato un architetto di studiare l’abbellimento degli accessi a Merano. Viabilità e sicurezza  non so se saranno considerati. E poi arriverà la nuova scuola elementare».

«Non hanno previsto il collegamento fra via Battisti e via Piedimonte, necessario per evitare il transito dei camion destinati al cantiere attraverso la piazza».

«Anche come presidenti dei quartieri ci sentiamo esclusi. Avevamo chiesto di sapere o di concordare come usare il 50% degli introiti derivati dalle multe. Anche in questo caso silenzio più assoluto».

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